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Cenni di storia sulle origini del caffè...

 

Negli anni si sono tramandate suggestive leggende sulla scoperta e diffusione del caffè che da sempre hanno contribuito, per lo meno agli occhi dei più romantici ed appassionati cultori di questa bevanda, a rendere ancor più magico e corroborante il momento in cui, sorseggiando piano il contenuto della tazzina, viene data nuova carica alla mente, allo spirito ed al corpo. Tra le più note leggende ricordiamo quella del pastore etiope Kaldi che, insospettito dalla improvvisa vivacita che avevano le sue capre dopo aver brucato le foglie e le bacche rosse di una pianta sconosciuta, raccolse questi frutti e li portò ad un vicino convento di monaci i quali furono ben lieti di utilizzare la bevanda che se ne ricavava e che aveva il potere di tenerli svegli nelle lunghe notti di preghiera. Altri raccontano che l' arcangelo Gabriele porse a Maometto, afflitto dalla malattia del sonno, una tazza di bollente caffè e che dopo averla bevuta il profeta guari miracolosamente sentendosi in grado di disarcionare quaranta cavalieri e di giacere con quaranta donne . Queste ed altre leggende si confondono con le notizie storiche secondo le quali "l' oro verde", scoperto in Etiopia, sarebbe stato esportato nello Yemen (Arabia Felix) diffondendosi successivamente in tutto il mondo islamico i cui abitanti, essendo proibito il vino dal Corano, ne diventarono fervidi cultori. Nel 1683 i turchi che assediavano Vienna, fuggendo, dovettero abbandonare nello sterminato accampamento ben cinquecento sacchi di caffè. Questi furono assegnati al polacco Kolschitzky che avviò per primo, in breve tempo, una florida industria del caffè. Furono comunque i veneziani, nel diciassettesimo secolo, ad introdurlo in Europa. Vennero aperti i primi "caffè storici", luoghi di convivio di intellettuali o semplici amanti della nera bevanda, tra i quali i più famosi: il "Florian" ed il "Quadri " a Venezia, il "Pedrocchi" a Padova, il "Tommaseo" a Trieste, il "Greco" a Roma , il "Gambrinus" a Napoli. Intraprendenti avventurieri iniziarono a trafugare semi ed arbusti per andare a piantarli in Martinica, in Indonesia, in Giamaica, …. e ciò contribuì alla diffusione della pianta che oggi è coltivata in pressoche tutti i paesi della fascia tropicale. Nel frattempo la tradizionale "cuccuma" , utilizzata fino ai primi del novecento sia tra la pareti domestiche che nei caffè storici , venne, verso gli anni venti, sostituita nei pubblici esercizi dalle prime macchine a pressione e ciò comporto una vera e propria rivoluzione nei costumi degli italiani che ora sono abituati a consumare sempre più frettolosamente l' espresso al bar. Ad ogni modo questo momento, sia pur breve, rappresenta ancora un piccolo ma insostituibile piacere per il nostro palato e pertanto potranno essere utili agli addetti ai lavori ed a tutti i fedelissimi di questa esotica bevanda alcuni semplici ma efficaci consigli per gustare un ottimo caffè espresso.

*Si ringrazia per la gentile collaborazione la co.ssa avv. Lara Caballini di Sassoferrato.

 
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